lunedì, maggio 24, 2010

La prima cosa bella

In duplice veste di mamma e figlia, ho vissuto 2 ore di vita autentica: dolore, strazio, gioia, leggerezza; quando un film riesce a darti queste cose, credo che sia già un grande film.
Azzardo di pìù, vederlo è stato consolatorio quasi quanto una seduta dallo psicanalista; da figlia ho rivisto cose già vissute, da madre ho pensato a quanto, un giorno, sarebbe terribile scoprire di aver fatto del male ai tuoi figli, seppur involontariamente, come nel caso della meravigliosa Anna, colpevole, forse, solo di una eccessiva bellezza e desiderio di essere amata.
L'attimo più toccante del film? Quando Anna e i bambini si abbracciano sul lettone e malgrado tutto riescono a cantare "la prima cosa bella che ho avuto dalla vita sei tu".

martedì, maggio 18, 2010

Matrimoni ed altri disastri



La quarantenne Nanà (Margherita Buy) vive a Firenze dove gestisce una piccola libreria insieme all'amica svampita Benedetta (Luciana Littizzetto). Oppressa da una famiglia ultraborghese e delusa da un grande amore finito male, Nanà vive sola con il gatto Marcel e un ospite invadente, uno squinternato filmmaker svedese accampato oramai da mesi nel suo salotto; inoltre dà ripetizioni a Leonardo, intrattabile adolescente moderno, figlio di Benedetta. Da troppo tempo single, Nanà non ha nessuna intenzione di dare una svolta alla propria esistenza. Non vuole arricchirsi affermandosi professionalmente e ha rinunciato a trovare l'uomo della sua vita, pur essendo segretamente innamorata del narcisissimo e avventuroso romanziere Bauer (Mohammad Bakri), che la sfrutta per piccole collaborazioni. Sarà in occasione del matrimonio della giovane sorella Beatrice (Francesca Inaudi), manager impiegata nell'azienda vinicola di famiglia, con il simpatico arrampicatore Alessandro (Fabio Volo), che Nanà dovrà stravolgere le proprie abitudini e distruggere ogni certezza. A partire dall'organizzazione delle nozze, assurdamente affidata alla super-single Nanà allergica ai matrimoni, si dipanerà una serie irresistibile di esilaranti situazioni. Colpi di scena imprevisti e scoperte inaspettate porteranno Nanà ad aprire gli occhi sulla propria condizione e a desiderare di cambiarla.

lunedì, maggio 03, 2010

Donne

A volte mi vergogno di essere donna. E aggiungo anche purtroppo. Non sono mai stata una femminista convinta, ma sono perfettamente consapevole che le libertà di cui godo e che ora mi sembrano ovvie, sono in realtà figlie di anni di lotta, di contestazioni da parte di coloro che volevano gridare al mondo il loro diritto ad essere Donne e non solo femmine. Per questo mi chiedo perché i loro sacrifici debbano essere vanificati da alcuni personaggi che con la mia idea di Donna hanno davvero poco a che vedere. Non voglio giudicare, non mi piace, ma in alcuni casi è quasi impossibile non farlo.
Capitolo Tiger Woods. Ok, era un uomo sposato. Ok, non è stato corretto (per usare un eufemismo) nei confronti della moglie e della sua famiglia. Ma... Sì, c’è un “ma”. Mi spiego. Se scoprissi il tradimento del mio uomo, reagirei come signora Woods, forse peggio. Chi proprio non capisco sono quelle fanciulle che sono state con Tiger. Le sue amanti, di cui ormai ho perso il conto, di certo non sono andate con lui per la sua bella faccia. Sono state profumatamente pagate per i loro servigi. Gioielli di ogni tipo,vestiti, soldi, addirittura case... Insomma hanno mangiato non poco nel piatto di Woods. Lo stesso piatto su cui poi hanno deciso di sputare. Prima rivelando al mondo i tradimenti della Tigre per dare a quell’uomo una lezione, poi rilasciando interviste shock per vendicarsi non si capisce bene di cosa, per fare giustizia. Almeno così hanno dichiarato. Scema io che pensavo che al momento del tradimento, loro fossero sue complici. Invece scopro che sono le paladine della verità e del buon costume, quasi delle vittime delle perversioni di quest’uomo. Ah bè... E io mi chiedo: ammesso e non concesso che la prostituzione sia un lavoro e non un reato, quelle signore per quel lavoro sono state stipendiate. Ora con quale diritto si mettono a “sput...are” il loro ex datore di lavoro? Io, nei loro panni, mi vergognerei. E di certo non sventolerei a 4 venti il mio passato. Dignità. Non è solo una bella parola. Ma dovrebbe avere un senso.
Capitolo calciatori. L’altro giorno stavo guardando la tv, anche se comincio ad appoggiare l’idea di una mia amica che ha deciso di vivere senza, mentalmente provata dalla qualità della tv italiana... Comunque, ospite del programma che stavo guardando c’era una ex "star dell’hard". Adoro la nostra lingua. Puoi girare attorno al concetto ed esprimerlo con grande signorilità... Comunque questa signorina ha scritto un libro. Di cucina? Nonono! Un libro rivelazione, un libro scottante che promette di far andare in rovina numerose famiglie di calciatori italiani. Strano, no? Che meraviglia, aggiungo. Quindi, come sopra. Hai vissuto dei soldi e dei regali di questi uomini e ora? Ora non basta più, ora vuoi di più. A costo di spezzare il cuore delle mogli, di deludere i bimbi che vedono nel loro papà il loro eroe. Brava. Tutto per un pezzo di pane in più e per una fama effimera.
Sia chiaro. Non giustifico il comportamento di questi uomini. Ma credo che una donna che va a letto con un uomo sposato sia "colpevole" quanto l’uomo sposato. Raccontarlo, poi, in pubblica piazza, è mortificante. E umiliante. Per lei, che nemmeno se ne rende conto. Ma soprattutto per chi, Donna, è costretta ad esserre paragonata e messa sullo stesso piano di personaggi così. E io mi vergogno.

mercoledì, aprile 07, 2010

FRAN

A me m’ha sempre colpito questa storia dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’è una ragione, perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo le sei meno un quarto, d’accordo, allora buona notte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all’Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: “ A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave ” - Tratto da "Novecento" - Baricco

lunedì, aprile 05, 2010

domenica, aprile 04, 2010

mercoledì, marzo 24, 2010

Primo piatto sfizioso

Si fanno rosolare i funghi champignons con uno spicchio d'aglio che toglieremo prima che bruci troppo, si aggiunge la pancetta dolce. Verso fine cottura si aggiungono le zucchine alla Julienne. Scolate le tagliatelle e fatele saltare in padella con il preparato, guarnendo con del prezzemolo al gusto.