Vi confesso che sempre più spesso mi interrogo su noi donne, sui nostri misteri e sulla nostra natura un po’ mistica, che nemmeno noi probabilmente comprendiamo fino in fondo.
Negli anni ‘70 c’era il femminismo insieme a tanti rivolgimenti sociali e forse le donne che allora erano giovani si aspettavano, nel 2009, di trovare ai vertici della cultura, della politica e dell’economia un maggior numero di donne. Una sorta di allegra invasione per giungere al potere come e con i coetanei uomini. Invece no, non è andata così; In circa 40 anni la conquista di spazio da parte delle donne è rimasta limitata, per vari motivi. Già, ma quali?
Siete sicure di aver fatto abbastanza?
Nella mia ottica, per esempio, il vedere raggiunto un certo numero (imposto) di donne candidate in politica, non dovrebbe essere una gentile concessione del capoccia (maschio) di turno, ma una semplice quanto efficace evoluzione della società moderna italiana: in altri termini, il raggiungimento di un obiettivo che sarebbe utile per tutti, specie in materia di famiglia, giovani e tanto altro.
Invece da molto tempo a questa parte per esempio, in molti aspetti della politica e persino nelle intercettazioni telefoniche, si intravede un’immagine più che degradata del genere femminile. Un sesso che viene considerato alla stregua dei capi di bestiame da far passare tra uomo e uomo col fine di ottenere favori o posizioni. Siamo una debole minoranza a cui viene dato ogni tanto un contentino, chiacchierando allegramente di quote rosa; certo, poi sarebbe interessante sapere se le nostre rappresentanti femminili sono contente dei nomi che le rappresentano in Parlamento, a partire dall’emblematico paradosso di trovarsi come ministra delle pari opportunità una che ha fatto strada facendo un calendario seminuda. Spesso poi ci tocca difenderci da attacchi a leggi che negli altri paesi sono date per assodate da più di mezzo secolo: basti pensare alla legge 194 o al fatto che fino a non molto tempo fa il reato di adulterio fosse a carico della moglie.
In Rwanda e Iraq (!), (non in paesi del Nord Europa), ci sono più donne parlamentari che uomini, come mai? Le quote rosa in molte nazioni sono state messe, imposte e poi tolte quando le donne sono state presenti e inserite nei vari ambiti.Certo, ovviamente tutte queste belle cose si possono fare solo se le leggi vengono pensate e messe in pratica da uomini e donne insieme, quindi non solo dagli uomini. Sì perché le leggi fatte dagli uomini saranno sicuramente fatte male sia per le donne che per tanti altri contesti. Per questo, donne, mi appello a voi: dove siete finite? È che mancate tanto, tantissimo in questa strana società italiana e nel 2009 vorrei vederci in altre posizioni, differenti da quelle che ci vogliono solo “in ginocchio sotto le scrivanie” o, peggio, utili solo come corpi da vendere all’homo videns de’ noantri. Sì perché basta accendere la tv su un qualsiasi canale per scoprire che la nostra funzione è quella di intrattenitrice o oggetto di piacere maschile. È davvero necessario che persino nei quiz (pensiamo alla ruota della fortuna, per esempio), ci vengano mostrate delle donne mezze nude per allietare e rallegrare il morale del maschio italiano? E ancora, perché nelle trasmissioni ci sono più ospiti maschi, e se ci sono delle donne, sono presenti in qualità di “fighe”?Che poi, parliamoci chiaro, se chi crea i palinsesti della tv italiana reputa tutti i maschi italiani (o meglio, chi guarda la spazzatura televisiva italiana) così imbecilli, semplici ed ignoranti da ricercare solo un certo tipo di programmi, il problema è che nessuna donna italiana si sia mai chiesta perché ci sia il bisogno di mostrarsi in questo modo.
Circa un anno fa uscì sul Financial Times un articolo proprio sulle donne italiane; pezzo in cui l’autore sosteneva che le donne italiane apparivano come delle poverette vogliose soltanto di fare strada diventando veline o sfruttando il loro corpo. Adrian Michaels, uno che dell’Italia non so quanto avesse capito, chiamò questa tendenza “Naked Ambition”: donne italiane, ci stava dicendo che l’andazzo ci andava più che bene, che la vita era bella così, con qualche regalo fatto da anziani paternalisti, una bella scorta di scarpe, e via andare. Come se in fondo in fondo ci piacesse allietare i maschi italiani mostrando generose scollature e il sedere, e che in verità del cervello non ci interessa più di tanto, perché non lo usiamo. Ma come?!
Donne dove siete? Non vi sento. Sotto sotto, io lo so che queste non sono le vere donne italiane, ma allora alziamo la voce e prendiamo possesso delle posizioni che ci competono. Se l’Italia non è proprio un bellissimo posto, è anche perché manca una forte componente femminile da ogni parte.
E la religione cattolica, forse una tra le più maschiliste che esistano, di certo non ci ha mai aiutato. Per dire, persino nella civilissima e modernissima Milano ci sono ancora diversi ospedali che si rifiutano di fare un’epidurale durante il parto, per la serie “libero arbitrio”: del resto c’era qualcuno che diceva “partorirai con dolore”, no? Quindi chissenefrega, del nostro dolore e la nostra volontà.
L’Italia è il paese occidentale con il maggior numero di parti over 40. Se poi una donna sta cercando un lavoro ed il suo ipotetico datore fiuta il pericolo di una gravidanza, sono guai, siamo uno dei paesi europei in cui più donne dopo la maternità non tornano a lavorare.
E se una donna desidera fare carriera: a parità dei coetanei maschi guadagnano meno.
Purtroppo per fare una “rivoluzione” in un paese come questo, bisognerebbe cambiare sé stessi. Ma con l’intelligenza, non con l’orgoglio italiano-regionale-provinciale che serve soltanto a calpestare i problemi. È ovvio che ognuno ha la sua cultura, le sue tradizioni, le sue abitudini, ecc…ma noi ci differenziamo a priori, perché mentre negli altri paesi c’è un’alternativa, qui no. Non c’è scelta. Se cambi canale altre donne mercificheranno il proprio corpo, magari senza saperlo; e altri uomini godranno alla vista di culi e tette. Perché se “l’image” di cui si parlava nel Financial Times è questa, vuol dire che sono la tv e la non-cultura del nostro paese che contribuiscono a rinforzare con vigore il ritratto di questa donna italiana nel mondo.
Il modello comune di molte adolescenti è la show-girl, considerata fortunata, e intanto le ragazze laureate non trovano lavoro o vengono sfruttate, più dei maschi, con paghe mensili da fame. Non mi stupisce quindi che all’estero venga fuori un ritratto negativo di un paese in cui ancora non esistono sostegni per le donne che lavorano. Donne, dove caspita siete finite?
Non so se avete poi notato che sembra che ci violentino solamente durante le campagne elettorali, come se negli altri giorni dell’anno non ci fossero stupri. Purtroppo non è così. È che nessuna protesta o pretende maggiori tutele. E in questo paese sapete bene che se una cosa non viene detta alla tv, non esiste.

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