Da piccola mi ricordo che ascoltando i discorsi dei “grandi” su malattie e indisposizioni varie dichiaravo molto introosteopaticamente che mai nella vita avrei voluto trovarmi nella situazione di dover affrontare certi dolori. C’erano due cose in particolare che mi preoccupavano e mi provocavano degli incubi, innanzitutto il PARTO – mi chiedevo come fosse possibile il passaggio di un bambino da una cavità così stretta e nascosta e mi chiedevo come mai le immagini di donne urlanti e devastate dalla fatica e dal dolore fossero agli occhi di tutti, sinonimo di gioia e letizia. Vedevo lettini con staffe per le gambe dotate di cinghie di cuoio alle quali mi immaginavo la donna venisse legata per sottomettersi passivamente e volontariamente a cotanta tortura. Poi è successo che ho partorito anche io, certo con la consapevolezza dei 36 anni, ma comunque con una certa sensazione di mancamento al pensiero di quello che ho dovuto passare per provare la felicità di essere madre.
La seconda mia grande paura era legata al discorso”emorroidi” – il solo concetto di una o più vene fuoriuscenti dal sedere (altra cavità MOLTO intima ed intrinseca) mi provocava quasi degli svenimenti – se poi le stesse erano accompagnate da sanguinamenti della zona, il mio turbamento era completo.
Ricordo che a 14 anni venni operata di appendicite e alla sera, con la mia vicina di letto d’ospedale, ci nascondevamo sul terrazzino della stanza a fumare– entrambe con il trespolo della flebo in mano e molta incoscienza. Lei rispondeva alla mia micro cicatrice sulla pancia con un tappo nel deretano, risultato di un invasivo intervento sopra accennato; ricordo anche la sua descrizione della sala operatoria, del famoso lettino con staffe per le gambe, tipico del parto e la cosa mi faceva, se possibile, ancora più orrore.
Nei prossimi giorni andrò dal dottore a farmi prescrivere una visita dal proctologo, perché siccome nella vita bisogna provare di tutto, e per sconfiggere i fantasmi del passato bisogna affrontarli, non potevo farmi mancare anche questa “gradevole” esperienza all’alba dei miei primi 40 anni, con in corpo ancora più angoscia ed intolleranza al dolore fisico di quando ho dovuto partorire – con la differenza che non proverò nessuna felicità dopo un eventuale intervento.
giovedì, dicembre 24, 2009
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5 commenti:
T'ho linkato nel blog e ogni tanto sbircio se hai scritto qualcosa di nuovo... ma, non hai fatto caso che, a causa dello sfondo, dopo una ventina di righe non si vede più una mazza?
Ciaooo
Guarda l'ho notato anche io in questi giorni, che il Blog era diventato BIcolor e sinceramente dava fastidio alla vista - ma oggi sembra magicamente tornato ROSA... io, GIURO, non ho toccato niente.
a lustri alterni sono un uomo dilaniato dalla comparsa delle emorroidi esterne. so che è brutale dirlo, ma approfitto di questo post per fare coming out. creme su creme, supposte su supposte, cuscini su cuscini, permanganato su permanganato. Poi, dopo un quinquennio puf, si ritirano nel loro misterioso mondo da qualche parte nel cavernoso intestino. Al momento sono nel quinquennio buono. Tra un paio d'anni so già che, dopo aver sollevato una valigia, sentirò il crac con cui si palesano, facendo ciao ciao con la manina
Grazie Paperoga per il tuo "outing" anche a me fa senso parlarne, ma mi rendo conto, sempre più spesso di non essere "sola"...speriamo che trovino presto una soluzione al problema!
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